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Sabrina Barillari, che conosce Daniele Tavoni da circa sette anni, racconta in un’intervista esclusiva gli scatti di rabbia con l’ex fidanzata, le tensioni con il compagno della madre, le difficoltà economiche e l’isolamento degli ultimi mesi. Una testimonianza sulla vita privata dell’uomo fermato per l’uccisione della madre e del compagno a Mirandola.
16 OTTOBRE 2026 | CRONACA – INTERVISTA ESCLUSIVA
Intervista a Sabrina Barillari realizzata da Claudia Ottone per Incontroluce.
MIRANDOLA (MODENA) – «Guai a chi mi tocca mia mamma». È una delle frasi che Daniele Tavoni avrebbe pronunciato in passato, secondo il racconto di Sabrina Barillari, una donna che lo conosce da circa sette anni.
Parole che oggi assumono un significato particolarmente doloroso alla luce del duplice omicidio di Mirandola, in provincia di Modena, per il quale Tavoni è stato fermato nell’ambito delle indagini sulla morte della madre e del compagno di lei.
Chi era Daniele Tavoni prima della tragedia? Quali erano i suoi rapporti con la famiglia? E cosa era cambiato negli ultimi mesi?
A raccontare alcuni aspetti della sua vita privata è Sabrina Barillari, amica dell’ex fidanzata di Tavoni, intervistata in esclusiva da Claudia Ottone per Incontroluce.
«LO CONOSCO DA SETTE ANNI, ABBIAMO FESTEGGIATO COMPLEANNI INSIEME»
Sabrina racconta di aver conosciuto Daniele circa sei o sette anni fa, attraverso amici comuni.
«Abbiamo legato subito perché era una persona abbastanza socievole».
Successivamente lo aveva presentato a una sua cara amica, con la quale Tavoni avrebbe avuto una relazione sentimentale durata circa quattro anni.
Non si trattava di una conoscenza occasionale. Sabrina e il suo compagno avevano frequentato più volte l’abitazione dell’uomo.
«Abbiamo festeggiato un compleanno insieme, abbiamo fatto delle grigliate».
Durante quegli incontri, racconta, Daniele appariva generalmente tranquillo.
«Quando andavi lì a casa sua si metteva lì sul divano, parlavamo».
Nulla, secondo la donna, le aveva fatto immaginare che un giorno avrebbe appreso una notizia tanto drammatica.
GLI SCATTI DI RABBIA CON L’EX FIDANZATA
Nel corso dell’intervista emerge però un altro aspetto del carattere di Tavoni.
Secondo Sabrina, l’ex fidanzata le aveva raccontato di improvvisi scatti di rabbia durante la relazione.
«Lei mi spiegava che delle volte lui aveva anche questi attacchi di rabbia».
In alcune occasioni, durante i litigi, l’uomo l’avrebbe mandata fuori di casa. Successivamente i due si riconciliavano.
Alla domanda se fossero avvenute aggressioni fisiche nei confronti dell’amica, Sabrina risponde:
«No, no, quello no. Quello no, assolutamente no».
La testimone precisa quindi di non essere a conoscenza di episodi di violenza fisica nei confronti dell’ex compagna.
«GUAI A CHI MI TOCCA MIA MAMMA»: IL RAPPORTO CON LA MADRE
Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda il rapporto tra Daniele e sua madre.
Sabrina ricorda una frase che l’uomo avrebbe pronunciato in passato:
«Guai a chi mi tocca mia mamma».
Secondo la testimone, Tavoni aveva manifestato anche il timore di perdere la madre, dalla quale dipendeva per numerose necessità quotidiane.
La donna si sarebbe occupata del figlio preparando i pasti, facendo il bucato e aiutandolo economicamente.
Un legame molto stretto, ma che, secondo Sabrina, era caratterizzato anche da frequenti discussioni.
LE LITI CON IL COMPAGNO DELLA MADRE
Durante l’intervista Sabrina racconta anche delle tensioni tra Tavoni e il compagno della madre.
Alla domanda se Daniele avesse mai manifestato comportamenti aggressivi nei suoi confronti, risponde:
«Alzare le mani non ne sono sicura, però verbalmente sì».
Secondo la testimone, le discussioni sarebbero nate soprattutto dalle richieste economiche di Daniele.
Il compagno della madre avrebbe cercato di convincere la donna a non continuare a sostenere economicamente il figlio, invitandolo a trovare un lavoro.
Situazioni che, secondo il racconto, avrebbero provocato frequenti scontri verbali.
Sabrina precisa di non poter confermare episodi di violenza fisica.
«LE LITIGATE ERANO SEMPRE PER SOLDI»
Il tema economico ritorna più volte nella testimonianza.
Sabrina descrive Tavoni come un uomo che aveva svolto diversi lavori, senza riuscire, secondo quanto a lei noto, a mantenere una stabilità occupazionale.
La madre avrebbe continuato ad aiutarlo economicamente.
«Secondo me, la litigata è stata per soldi, perché le litigate erano sempre per soldi, è quello che so io».
È questa l’ipotesi formulata da Sabrina quando le viene chiesto quale potesse essere stata la causa di un eventuale conflitto familiare.
Si tratta esclusivamente di una valutazione personale dell’intervistata. Il movente del duplice omicidio dovrà essere accertato dagli investigatori.
«DA AGOSTO NON RISPONDEVA PIÙ A NESSUNO»
Un altro elemento emerso dall’intervista riguarda gli ultimi mesi prima della tragedia.
Secondo Sabrina, Tavoni avrebbe progressivamente interrotto i rapporti con amici e conoscenti.
«Da agosto che non rispondeva più a nessuno».
Nemmeno l’ex fidanzata, che avrebbe tentato più volte di contattarlo, riusciva a ottenere risposta.
«Lui leggeva ma non le rispondeva».
Un isolamento che Sabrina colloca negli ultimi due mesi o due mesi e mezzo.
LE DIFFICOLTÀ PERSONALI E LE PRESUNTE CURE INTERROTTE
Durante la conversazione emerge anche il riferimento a un precedente percorso di assistenza psichiatrica.
Sabrina riferisce di aver saputo che Tavoni avrebbe interrotto le cure circa un anno prima.
Racconta inoltre che, secondo quanto confidatole dall’ex compagna, l’uomo aveva attraversato periodi di depressione.
Queste informazioni provengono dalla testimonianza e non sono state verificate attraverso documentazione sanitaria indipendente.
Non è possibile stabilire alcun rapporto causale tra eventuali condizioni psicologiche e i fatti oggetto dell’indagine.
«MI SONO CHIESTA SE POTESSE SUCCEDERE ANCHE A NOI»
Sabrina racconta di aver scoperto la notizia attraverso Facebook.
Inizialmente non riusciva a credere che il duplice omicidio riguardasse proprio persone che conosceva.
Poi, osservando le immagini, avrebbe riconosciuto l’abitazione.
Ripensando alle numerose occasioni in cui era stata ospite di Tavoni insieme al compagno, la donna ammette di essersi domandata se una tragedia simile avrebbe potuto verificarsi anche in presenza di altre persone.
Un pensiero nato dallo shock successivo alla notizia, non da precedenti minacce ricevute personalmente.
IL CANE ACE: «GUARDAVA VERSO CASA SUA, NON VOLEVA SALIRE»
Tra i momenti più emozionanti dell’intervista emerge anche il racconto del cane di Tavoni, Ace.
Secondo Sabrina, l’uomo era molto affezionato all’animale, con il quale trascorreva gran parte del tempo.
Aveva inoltre accolto un gatto trovato abbandonato.
La testimone racconta di aver assistito al momento in cui il cane veniva portato via dall’abitazione.
«L’han portato via, sì. E ho visto proprio che lui, poverino, guardava verso casa sua, non voleva salire».
Una scena che Sabrina ricorda con particolare tristezza.
La destinazione dell’animale e la sua situazione attuale non risultano confermate dalla testimonianza.
L’EX FIDANZATA: «NON LO ABBANDONERÀ»
Sabrina racconta anche la reazione della sua amica, ex fidanzata di Tavoni.
Secondo quanto le avrebbe confidato, la donna sarebbe rimasta profondamente sconvolta dalla notizia.
Nonostante la fine della relazione e la gravità delle accuse, avrebbe espresso la volontà di non abbandonarlo sul piano umano.
«Non lo abbandonerà», riferisce Sabrina.
Si tratta di una dichiarazione indiretta, riportata dall’amica e non raccolta personalmente dall’ex fidanzata.
UNA TESTIMONIANZA ESCLUSIVA CHE APRE NUOVI INTERROGATIVI
Il racconto di Sabrina Barillari restituisce uno spaccato della vita privata di Daniele Tavoni: un uomo che appariva socievole durante gli incontri con gli amici, ma che, secondo la testimone, attraversava difficoltà economiche, conflitti familiari e un progressivo isolamento.
Tra i ricordi più significativi resta quella frase attribuitagli da Sabrina:
«Guai a chi mi tocca mia mamma».
Parole che oggi colpiscono alla luce della tragedia, ma che non possono essere considerate una prova né una spiegazione di quanto accaduto.
La testimonianza contribuisce a raccontare il contesto personale dell’indagato, mentre rimane compito della magistratura ricostruire la dinamica, il movente e le responsabilità del duplice omicidio.
Le dichiarazioni sono tratte dall’intervista registrata. Alcuni passaggi sono stati sintetizzati per esigenze editoriali. Le opinioni personali e le circostanze riferite indirettamente non costituiscono fatti accertati.
Intervista esclusiva a Sabrina Barillari, amica di Daniele Tavoni, realizzata da Claudia Ottone per Incontroluce.




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